venerdì 2 settembre 2016

Qualche riflessione sul marketing turistico come mia esperienza

La mia esperienza all' estero – Ucraina – in uno dei Paesi in fase di assestamento definitivo socio – economico, in particolare nella citta' in cui risiedo e vivo da anni (Chernivtsi), mi porta a fare alcune considerazioni e precisazioni in materia di Marketing Turistico, argomento predominante del mio lavoro quotidiano.




Il mio apporto sul territorio locale, prevede azioni di web marketing turistico sia in campo ambientale (cultura, storia, architettura) che in quello manageriale (strutture private).

Un approccio nuovo, difficile direi, ma stimolante in un contesto ancora tutto da scoprire e da far conoscere definitivamente al di fuori dei propri confini.

Operando nel settore marketing e comunicazione all'interno di meccanismo mediatico in internet e sui vari social network, attraverso un supplemento giornalistico dal nome UA TIME, che funge anche da vetrina informativa sia ad aziende ucraine ed italiane, ma anche come marketing turistico sperimentale, che al momento raggiunge buoni risultati in tema di riscontro nelle letture.



Ho avuto qui all'estero occasione di collaborare con aziende private di tutto rispetto dal punto di vista mangeriale ed organizzativo, sviluppando progetti condivisi con una buona strategia di marketing territoriale anche verso l'Europa, con ottimi risultati che tendono ancora a mantenere solidi i nostri rapporti di collaborazione.







Ma veniamo a qualche riflessione sul Turismo promozionale, sui suoi contenuti, sullo storytelling, sul digital marketing turistico....non vi spaventate nella lettura di questi termini, e' solo un modo di mettere in chiaro l'analisi operativa e la loro fattibile utilita' !!

La formazione sul web marketing turistico è un fattore critico di successo per la struttura privata che vuole competere nel mercato online.

Il Digital Marketing Turistico è una realtà attiva nella consulenza e formazione per il web marketing turistico.

Guardando il programma poi, moltissime erano le tematiche che meritavano attenzione partendo da quelle più tecniche che facevano focus sugli strumenti di comunicazione digitale fino ad arrivare a quelle che riguardavano la promozione territoriale veicolata attraverso la valorizzazione dei prodotti e servizi.

Trovo che questi argomenti siano uniti da un unico filo conduttore: l’esperienza.

Vale per il mondo del vino, vale per le destinazioni turistiche, vale per gli operatori del settore turistico, vale per tutto.


L’esperienza che si fa “vivendo” un prodotto, l’esperienza che si vuole far fare “vendendo” un prodotto. 

La comunicazione dell’esperienza avviene attraverso il suo “racconto”, lo storytelling appunto, che rimane uno degli strumenti più potenti nelle mani dei marketer della comunicazione.

Niente è più transmediale di un viaggio in cui ogni cliente è il protagonista della sua storia (grazie a te), una citazione [Mafe de Baggis e Filippo “Gallizio” Pretolani]

Lo storytelling ha un ruolo centrale in una strategia di comunicazione di successo, di questo ne sono convinto e ne ho scritto spesso, Mafe de Baggis aggiunge un tassello a questo strumento potente che se abusato può innescare effetti non voluti: “lo storytelling si fa se non si vede”è un qualcosa quindi che si deve vivere senza accorgersene.


Ecco perché allora gli operatori turistici devono creare tutti i presupposti all’interno delle loro strutture per far sentire il viaggiatore il protagonista indiscusso della propria storia

Il turismo è sicuramente uno dei principali settori maggiormente influenzato dall’avvento e consolidamento delle tecnologie digitali negli ultimi anni.

Strategie, strumenti e canali: è cambiato tutto ed in maniera molto veloce.

La diffusione del web ha contribuito alla creazione di nuova domanda turistica, sempre più segmentata e personalizzata, e della relativa offerta ricettiva, attraverso forme di ospitalità alternativa 

Il prodotto turistico può essere considerato un insieme di fattori ambientali e strumentali; in questo caso ci si riferisce al prodotto inteso come "area turistica": si parlerà allora di prodotto Italia , prodotto Ucraina e cosi' via.

I turisti chiedono ed ottengono sempre di più: non più le spiagge con alberghi di piccole dimensioni, ma viaggi organizzati dove ci si deve solo preoccupare di raggiungere l’aeroporto di partenza!


A partire dalla fine della seconda guerra mondiale, molti prodotti sono entrati nella fase di maturità; per tutti i produttori, quindi, l'aspetto più importante della gestione non è più la produzione, ma il marketing, cioè soddisfare sempre più esaurientemente le richieste dei clienti, fino a creare "prodotti" su misura sempre più personalizzati.


Il turismo non sfugge a questa regola, proponendo viaggi organizzati, ma con combinazioni sempre più specifiche per le diverse esigenze.

Si parla, in questi casi, di orientamento al mercato, cioè di un atteggiamento opposto all'orientamento al prodotto, sufficiente quando un prodotto è ancora in fase di sviluppo.

Il marketing turistico è la pubblicizzazione e la promozione di una regione / territorio / località/ struttura per aumentare l’afflusso turistico.

Le strategie ed i metodi adottati variano in base a “ciò” che si vuole promuovere e in base a “chi” è il destinatario di questo intervento di promozione, cioè il target turistico.

Un marketing turistico olistico.....
Personalmente preferisco un approccio per così dire olistico nel quale si intreccia il marketing turistico per una struttura con una promozione del territorio e viceversa.


Promuovere esclusivamente una struttura trascurando il territorio significa escludere possibilità e opportunità di promozione a priori.

Ovviamente la stessa cosa vale anche per una promozione del territorio che trascura le strutture presenti in esso.

Occorre tenere presente che il turista non sceglie un hotel – ad esempio - esclusivamente in base alle caratteristiche di questo, ma anche in base alla località in cui si trova.


Il turista vuole informarsi e conoscere cosa gli può offrire il territorio nel quale vorrebbe trascorrere le sue vacanze, che si tratta di tesori culturali, attività sportive, wellness o quant’altro.

Ricordiamoci che il turista è come tutti noi un attore sociale, radicato nella sua società e cultura, che influenzano il suo modo di interpretare la realtà e di interagire con essa, cioè i suoi comportamenti.

In quanto persona egli ha interessi, preferenze etc. che influenzano anch’essi il suo comportamento.

Facciamo un esempio semplificato per rendere l’idea:
Difficilmente un’amante della spiaggia e della vita notturna sceglierà di trascorrere le sue vacanze nella quiete di un rifugio in montagna.


Di conseguenza il suo comportamento di ricerca di informazioni per le sue prossime vacanze sarà determinato dalle sue preferenze personali che lo portano ad adottare appunto un comportamento selettivo.

Il mio punto di vista?...
Conoscere ed essere consapevoli dei diversi fattori socio-culturali è fondamentale per un marketing turistico di successo.


Alla prossima

Giuseppe Correra
pinocorrera@ua-time.com / pinocorrera@virgilio.it