martedì 14 marzo 2017

Viaggio nella Bucovina, tra storia e ricamo ucraino (Foto e Video)


Tra storia e arte del ricamo
Un viaggio in Ucraina attraverso l'ambiente, la cultura, la storia e, l'arte del ricamo. Ci spostiamo ad occidente del Paese per approfondire la conoscenza di una zona ai piedi dei Monti Carpazi, che abbraccia la citta' di Chernivtsi e la sua Provincia, la verdeggiante e vasta Bucovina. Un incontro socio-culturale dove storia e cultura deliniano anche quei confini folkloristici, come l'arte del ricamo ucraino, che varia da Regione e Regione della nazione. La Provincia di Chernivtsi, la Bucovina, e' una zona molto vasta, confinante con : la provincia di Ivano-Frankivsk, la provincia di Ternopoli, la provincia di Khmelnytskyi, la provincia di Vinnytsia, la Romania e la Moldova.
Inoltre, della Provincia di Chernivtsi, la Bucovina, fanno parte le seguenti citta' con i propri distretti amministrativi :
  • Hertsa
    – Hlyboka
    Kelmentsi
    Khotyn
    – Kitsman
    Novoselytsya
    Putyla
    – Sokyrjany
    – Storozhynets
    Vyzhnytsya
Procediamo con ordine in questo bellissimo viaggio ad ovest dell'Ucraina, affrontando quella che e' la vera storia della Provincia di Chernivtsi, la Bucovina, con la sua identita' socio-culturale attraverso anche quello che rappresenta il patrimonio culturale immateriale del Paese : l' abbigliamento tipico della Provincia di Chernivtsi, la Bucovina, formato da specifici colori assemblati in un'arte artigianale del ricamo, quello ucraino, famoso in tutto il mondo e che molti stilisti internazionali apprezzano.




La storia ci racconta che...
La Bucovina, in ucraino Bukovina, una regione storica situata a nord della Moldavia in territorio politicamente diviso in parti uguali tra Ucraina e Romania. Comprende parte del versante orientale dei Carpazi e si estende verso nord-est sino al fiume Dniestr. 

I tedeschi le conferirono questo nome partendo da quello polacco di Bukowina, che a sua volta derivava dal termine slavo buk che significa "albero di faggio".

La storia della Bucovina, parte settentrionale dell'antico principato di Moldavia fin dal XIV secolo, è troppo lunga per essere riassunta in queste righe.

È sufficiente notare che questa regione è sempre stata un territorio di confine, tra imperi e regni differenti, e spesso in guerra tra loro: Principato di Moldavia, Regno di Polonia, Impero Ottomano, Impero Austro-Ungarico, Impero Russo, e così via. 

Oggi la Bucovina si trova divisa a metà tra Ucraina e Romania: qui ci occuperemo in dettaglio della parte settentrionale, che costituisce una regione (oblast') della Repubblica Ucraina, all'interno della Confederazione degli Stati Indipendenti (CIS).



La Bucovina non è solo terra di confine politico, ma anche etno-linguistico: ucraini (ruteni) e romeni (moldavi) sostengono entrambi di essere gli abitanti originali della regione: oggi, la regione della Bucovina ucraina è suddivisa a grandi linee tra la parte nord-occidentale di popolazione e lingua ucraina, e quella sud-orientale di popolazione e lingua romena/moldava. 

Tipicamente le unità di identità etnica sono i villaggi, e può capitare che la loro dislocazione sia tutt'altro che conforme alle rispettive aree di predominanza etnica. 





Sintomatico è il caso dell'antico confine tra Regno di Romania e Impero Russo, agli inizi del XX secolo, che cadeva a metà strada tra un villaggio ucraino (Toporivtsy) sotto amministrazione romena e un villaggio romeno (Colincauti), sotto amministrazione russa.

La citta' di Chernivtsi, Capitale storica della Bucovina

La regione della Bucovina settentrionale prende il nome dalla sua capitale, Chernivtisi una città di 250.000 abitanti che si estende sulle colline a sud del fiume Prut.




L'intera regione conta più di 900.000 abitanti, e va dalle pendici boscose dei monti Carpazi settentrionali alle rive meridionali del fiume Dniestr, al confine storico con l'antica Galizia.

Posta sul fiume Prut, un notevole centro commerciale, con industrie alimentari, tessili, meccaniche e di lavorazione del legno. Sede universitaria dal 1875.

Fondata probabilmente nel 12° secolo. Nella seconda metà del 18° sec entrò a far parte della Bucovina austriaca, di cui nel 1775 fu fatta capitale. 
Occupata durante la guerra 1914-18 dai Russi, fu poi incorporata alla Romania; il 28 giugno 1940 fu annessa all’URSS. 
Tornata alla Romania nel 1941, venne poi da questa ceduta all’URSS dopo la guerra, in forza del trattato di pace del 10 febbraio 1947. 
Chernivtsi, in rumeno è Cernauti, Czerniowce in polacco, Czernowitz in tedesco, Csernovic in ungherese, Cernopol nel linguaggio senza tempo della letteratura.

Comunque la si chiami, resta una città fiabesca e dolorosa, immancabile per chi si occupi di poesia. Fino alla Seconda guerra mondiale Chernivtsi era abitata per un terzo da ebrei, che convivevano in modo pacifico con ucraini, rumeni, polacchi, ruteni, tedeschi. 

Nel Settecento la città fu legata all'Austria e quando divenne rumena nel 1919 non perse un grammo di atmosfera asburgica: «Piccola Vienna» era uno dei suoi appellativi, così come «Gerusalemme sulla Prut» (il fiume che le scorre accanto). 

Nel 1940 fu invasa dai soldati sovietici, l'anno dopo contro-occupata da reparti delle SS.

La cultura vi era di casa: una delle prime informazioni che gli abitanti riferiscono allo straniero è che «cent'anni fa, a Chernivtsi, vi erano più librerie che forni del pane».




Lungo la centrale via Olga Kobylyans'ka, vi sono incastonate alla pavimentazione strisce di marmo con inciso il nome di Chernivtsi in decine di lingue: tracce di una gloria trascorsa, che nei prossimi anni, però, potrà forse rinnovarsi.

Poi c'è il capitolo letteratura. Nacquero qui il grande Paul Celan. Ma il vero genius loci è Rose Ausländer, poetessa ragguardevolissima, «Paesaggio che mi inventò» scrisse della Bucovina. 
E di Chernivtsi: «Aveva una fisionomia particolare, una specifica coloritura. Sotto la superficie del dicibile affondavano le vaste e ramificate radici delle diverse culture, che si compenetravano sotto molteplici aspetti e che recavano forza e linfa vitale alle fronde dell'albero della parola».
Ritornando a parlare della Bucovina...

Degli attuali abitanti, oltre 300.000 sono etnicamente romeni/moldavi (i due termini vengono usati indifferentemente, e non hanno connotazioni politiche, se non forse per il fatto che i romeni di Ucraina si sentono talora più vicini ai romeni della Repubblica di Moldova, che non a quelli di Romania). 


Nonostante una certa spinta alla russificazione nel periodo sovietico, e all'ucrainizzazione nell'ultimo decennio, si può dire che i romeni in Ucraina (quasi tutti concentrati in Bucovina) siano una minoranza ben tutelata, con decine di scuole, testate giornalistiche, centri culturali e movimenti politici, e un paio di deputati a Kyiv. 
A paragone, i circa 300.000 ucraini di Romania sono ancora in uno stato di totale assenza di tutela, con appena una singola scuola di lingua ucraina a Sighetul Marmatiei, nel distretto di Maramures.
Dal punto di vista religioso, la Bucovina è un saldo bastione di fede ortodossa, se paragonata alla caotica situazione in cui si trova il territorio ucraino appena a nord del Dniestr, storicamente conteso tra ortodossi e greco-cattolici (o uniati). 

Chernivtsi è stata un'importante sede metropolitana ortodossa (la cui fama aumentò assieme alla crescita della città, con l'apertura dell'Università nel 1875 e della ferrovia nel 1886). 

Al tempo della dominazione austriaca, il Metropolita della Bucovina (dipendente dal Patriarcato Ecumenico) aveva giurisdizione anche sui fedeli ortodossi della Dalmazia, un territorio ai confini opposti dell'impero. 

Con l'indipendenza della Chiesa ortodossa romena e la spartizione della Bucovina, la sede episcopale del Patriarcato di Romania è ritornata nell'antica capitale di Suceava, mentre a Chernivtsi si sono insediati vescovi (e ora Arcivescovi) della Chiesa ortodossa russa.




Con il cosmopolitismo tipico dell'Impero austriaco, Chernivtsi e la Bucovina sono divenute sedi di un certo numero di minoranze etnico-religiose; oltre ai greco-cattolici ricordiamo polacchi (cattolici di rito latino) ed ebrei.

Una minoranza curiosa e significativa è quella dei Vecchi Credenti, provenienti in origine dalla Russia del Nord, che hanno la loro storica sede metropolitana nel villaggio di Belaja Krinitsa, o "Fontana Bianca" (in ucraino Bila Krinitsa, in romeno Fantana Alba). 

Ancora oggi nel villaggio, pur molto spopolato a causa dell'emigrazione e delle persecuzioni dell'amministrazione comunista, si trova una chiesa nell'antico stile moscovita (reminiscente della Cattedrale di San Basilio sulla Piazza Rossa), unico esempio di architettura sacra russa - assieme alla chiesa della Trinità nella Lavra di Pochaev - in tutta l'Ucraina occidentale.

Con la cessazione delle persecuzioni religiose sotto la presidenza di Boris Eltsin, il quadro della rinnovata libertà di culto lasciava agli ortodossi un immenso panorama di lavoro: centinaia di chiese da riaprire (a partire dalla stessa cattedrale di Chernivtsi), una decina di monasteri chiusi o distrutti da rimettere in funzione, organizzazioni religiose e culturali da ricostruire fin dalle fondamenta. 

A questi problemi il primo Arcivescovo (oggi Metropolita) di Chernivtsi e della Bucovina, Onufrij (Berezovskij), ha dovuto aggiungere il conflitto con gli scismi separatisti ucraini, diretti da due patriarchi non canonici, uno a Kyiv e l'altro a Lviv. 


Pur avendo un certo appoggio (in quanto "indipendentisti") da parte delle amministrazioni locali ex-comuniste, queste entità parecclesiali rappresentano una minima percentuale della popolazione (in Bucovina, per esempio, non hanno alcuna presa sulla consistente minoranza romena), e sono anzi riuscite a vanificare molti sforzi di rinascita di un'autentica vita cristiana nella regione, coprendo di ridicolo l'Ortodossi.

----- V I D E O -----

In questo video, viene rapresentato il tipico abbigliamento della Provincia di Chernivtsi, della Bucovina, nella sua composizione, formato da tipici disegni ricamati utilizzando quei colori identificativi che si differenziano dagli altri ricami e colori delle altre Regioni del Paese. L'abbigliamento tipico nazionale, come precedentemente specificato, varia da Regione e Regione, nella sua composizione, nel ricamo e nei colori utilizzati. Disegni che hanno un loro specifico significato, seguendo quella che e' la cultura tradizionale del Paese, che si tramanda di generazione in generazione.



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Giuseppe Correra

Citta' di Chernivtsi (Ucraina)
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